| | Biografia: Giornalista professionista, regista e scrittore, ha
lavorato a L'Unità e Paese Sera fino al 1967, poi è passato a BIG e MEN.
Risale a quella data l'inizio dell'attività musicale con il Canzoniere
Internazionale, di cui è stato il leader. Canzoni sociali, di protesta,
folkloriche sono state il repertorio del gruppo, tutte confluite in
spettacoli teatrali, televisivi, dischi (Vedette e Collana Folk della
Fonit-Cetra) e pubblicazioni (Samonà e Savelli, Newton Compton, Gremese,
Marsilio).
E' regista e autore di numerosi programmi televisivi, molti dei
quali realizzati con Giancarlo Governi e Laura Falavolti.
Dopo una
esperienza come autore per ALBUM (RAI-Sat) lavora alla serie di Ritratti per
RaiTre.
Carriera: Con il documentario Il mistero di Rossini è stato finalista al Midfed di Cannes, 1990. Con Il romanzo di Domenico Modugno ha vinto il Premio Riviera Apuana-Marina di Massa, 1996.
Con Carnera, l'uomo più forte del mondo ha vinto il Premio The Victor-Eutelsat TV Sport Award Vicenza, 1998.
Ha poi diretto con Sylvano Bussotti alla Biennale Musica di Venezia del 1991 sei Video-giornali sull'avanguardia musicale.
Autoritratto: "Come diceva Eduardo, ogni anno punto e daccapo. Questa è un po' la mia
vita, sempre sospesa all'incerto, al provvisorio, con frequenti cambi di
professione. Che però, a ben guardare, è sempre la stessa: comunicare,
raccontare, con una canzone, un documentario, un libro. Peccato che ciò
che facevano gli altri mi sembrasse sempre migliore. Comunque, essendo un
po' zingaro, non mi è mai piaciuto il posto fisso e sicuro e quando, per
caso, l'ho trovato, ci hanno pensato gli altri a restituirmi il senso della
precarietà. Sono un Capricorno e vado sempre a testa bassa, talvolta
facendomi male. Sono poi uno che crede che le cose possano cambiare anche
con i girotondi. Mi danno fastidio le ovvietà, gli sculettamenti femminili
in TV, la vigliaccheria. Ma ne sarò poi esente? Ho molto viaggiato ma non mi
piace mangiare la pastasciutta a Cuba o in Finlandia. Non sono capace di
scrivere canzoni d'amore, ma solo di lotta. Una malattia dalla quale, a 65
anni, non sono riuscito a guarire. Però mi dicono che qualche volta sono
romantico e di questo un po' mi vergogno. Ai soldi preferisco la coerenza e
la soddisfazione di fare un buon lavoro. Fatico da quasi mezzo secolo e
sembra che ancora non basti. Pazienza." |