Ray Bradbury

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Luogo di Nascita: Waukegan - Illinois

Data di Nascita: 1920

Biografia: E' uno dei più grandi autori americani di fantascienza. Tra i suoi libri più conosciuti Fahrenheit 451 e Cronache marziane.

Carriera: La sua prima pubblicazione retribuita è un racconto del 1941 scritto in collaborazione con Henry Hasse: "Pendulum". Nello stesso periodo escono su riviste specializzate i suoi racconti di "mistery" che verranno dimenticati per molto tempo e solo negli anni ’80 raccolti e ristampati (in Italia col titolo "Omicidi di Annata").
La scalata alla popolarità comincia con i racconti di fantascienza, soprattutto con "Il picnic d’un milione d’anni", primo mattone delle future "Cronache marziane" (1950). Nel 1947 i suoi migliori racconti neri appaiono nell’antologia "Dark Carnival", ripubblicati (non integralmente) dopo qualche anno in "Paese d’ottobre" (1955).
Nel frattempo, Bradbury diventa collaboratore delle più prestigiose riviste americane pubblicando diversi racconti che verranno raccolti in successive antologie: "L’uomo illustrato" (1951), "Le auree mele del sole (1953) e "La fine del principio" (1958). Una selezione di racconti è stata pubblicata in Italia negli Oscar Mondadori con il titolo "34 Racconti".
Nel 1951 esce Fahrenheit 451. Seguono: L’estate incantata (1957), Il popolo dell’autunno (1962); Le macchine della felicità (1964); Io canto il corpo elettrico! (1969); L’albero di Halloween (1972); Molto dopo mezzanotte (1976); Dinosauri (1983); Omicidi di annata (1984); Morte a Venice (1987); Viaggiatore nel tempo (1988); La follia è una bara di cristallo (1990); Verdi ombre, Balena bianca (1992) ed I fiori di Marte (1996); Ahmed e la macchina dell’oblio (1998).
Dalla fine degli Anni '50 la sua produzione ha investito anche il campo cinematografico, teatrale e poetico. Per John Huston ha scritto la sceneggiatura di Moby Dick con Gregory Peck; per il teatro ha adattato molti suoi racconti ed alcuni episodi delle Cronache Marziane. Per quanto riguarda la poesia, se n’è avuta traccia solo a margine di qualche antologia (vedi ad esempio Dinosauri).
Il saggio "Lo zen nell'arte della scrittura" è stato tradotto da Paolo Nori.