| Un noir amaro e coinvolgente che affonda il bisturi in una realtà ambigua: quella vera. Erano quasi sessanta ore che Lopez non chiudeva occhio. Sessanta ore. Un’eternità. Si vedeva riflesso nel vetro della finestra. Non gli piaceva, normalmente, sorprendersi riflesso nelle vetrine, o in qualche specchio. Gli sembrava di non avere controllo su di sé, improvvisamente estraneo a se stesso, uno spettatore senza corpo che si vedeva passare come un involucro, un oggetto. Adesso, però, era spaventoso: il volto cereo, la marcatura livida delle occhiaie, le labbra pallide e bluastre, le pupille dilatate e spente come quelle di un pesce morto, i peli della barba sfatta spessi e ispidi come filo di ferro. | ||||||||||
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