| - 'A Cipolla, ma 'sto cesso non lo riesci a fa' cammina'? O pensi che aspettano noi all'Olimpico? Forse aveva ragione, er Cicoria. Ma con tutto che andava a tavoletta e il rumore nell'abitacolo era quello di un biplano, la Multipla di più non poteva dare. La lancetta del tachimetro era inchiodata sui centodieci. Come se le avessero dato del mastice. E, comunque, non erano neanche le 10 del mattino. A Roma-Juve mancavano ancora cinque ore. I cartelli dell'A1 avevano appena indicato l'uscita per Frosinone. Novanta chilometri, un'ora o giù di lì, e l'Olimpico li avrebbe accolti come ogni domenica. Con un occhio allo specchietto, Cipolla controllò compiaciuto il retro dell'abitacolo. La bandiera giallorossa, a mo' di drappo, era distesa sulla cappelliera, le sciarpe piegate sui sedili. La stecca di sigarette aperta da poco era incastrata tra il freno a mano e il sedile anteriore. La puzza di nicotina era già pungente. La trasferta aveva i suoi riti e nel rispetto dei dettagli si misurava quello per la scaramanzia. | |||||||||