| Questa notte all'improvviso ho preso la decisione di scriverti. Poi non spedirò. Almeno non ora. Ma, se ce la faccio a cominciare, sono sicuro che continuerò a scriverti per molto tempo. Forse leggerai tutto insieme, o forse le mie parole non ti arriveranno mai. Dipenderà dal destino, o da me, se dal destino deciderò di farmi prestare temporaneamente un po' del suo potere. Qui c'è stata una guerra. Lo saprai, credo. Abbiamo vissuto un grande pericolo, perché era sembrato che questa volta sarebbero riusciti ad annientarci. Dopo, tutto è cambiato e in soli sei giorni (poi l'hanno proprio chiamata così, "Guerra dei Sei Giorni") abbiamo riportato una folgorante vittoria. Lo so, "folgorante" è una parola un po' tronfia, ma è stata proprio questa la sensazione. E allora hanno cominciato a cercarci, a telefonarci, a scriverci. Erano stati in ansia per noi, e adesso sentivano il bisogno di manifestarci il loro sollievo. Parlo degli ebrei degli altri paesi, e magari non solo degli ebrei. | ||||||||||
|
| |||||||||||