| I sogni impossibili hanno un pregio: quello di non avverarsi." Recensione di Gianluca Mercadante - scrittore "L’estate di Titi al Lido di Spina, dove non succede mai nulla e il caldo e le zanzare somigliano tanto a cosa lasci a casa. Ma è anche l’estate degli amici che si ritrovano e hanno sempre un mucchio di cose da raccontarsi, l’estate delle coppie che l’anno prima erano insieme e quest’anno si sono separate, l’estate delle passioni di quindici giorni o di quelle che si rinnovano, come quella di Titi per Ale, “il bello e dannato” di turno, forse solo un po’ troppo idealizzato. Ma è normale idealizzare tutto, quando si hanno meno di vent’anni. In questo sta il bello della storia: che viene raccontata con molta autocoscienza, appena dietro quella curva da cui ancora si è riscaldati dai fuochi dell’adolescenza. E fotografa un tempo non distante ma già lontanissimo. Gli anni di "che belli erano i film", quelli in cui i cellulari erano un lusso da vip (o si diceva ancora “da yuppie”?...), ma, forse, era più facile parlarsi. | ||||||||||
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