l'Acquario di Ciò Ciò
Casa Editrice
Nicola Longobardi

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Nella fabbrica di Plastibust nacque la più straordinaria, graziosa, tenera, civettuola busta di plastica, di nome Ciò Ciò. Era di colore azzurro, aveva per faccino un sole d'oro contornato da tanti pesciolini che facevano "glu, glu, glu". Appena Mamma Plastibust l'accomodò nella culla, sgranò i suoi occhioni azzurri, abbozzando un sorriso birichino. Mamma Plastibust la strinse al cuore, le accomodò il sole d'oro che somigliava a un fiocco di luce, le aggiustò i riccioletti di plastica, le diede un bacione e la preparò per la splendida avventura della vita. Il cuoricino di Ciò Ciò batteva forte forte per l'emozione perchè era felice di conoscere il mondo. Ahimè presto si accorse che nessuno la voleva e tutti la chiamavano, "brutto sgorbio di plastica", la prendevano a calci, la gettavano via... il motivo era uno solo: inquinava!
Ma Ciò Ciò amava la terra, gli alberi, i fiori, il mare e non si diede per vinta. Non era lei che inquinava ma l'uomo che non sapeva usarla e aveva un atteggiamento di incuria e di abbandono verso la natura, come se egli stesso non appartenesse a questo universo. Allora Ciò Ciò pensò che doveva combattere per trovare il modo di migliorare le cose e rendere l'ambiente vivibile.