Angelo Orlando

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Luogo di Nascita: Salerno

Biografia: Sceneggiatore, regista, attore per il cinema, il teatro e la tv, ha ricevuto diversi premi e ricoscimenti.

Carriera: Angelo Orlando debutta come regista cinematografico nel 1994 con "L'anno prossimo vado a letto alle dieci", film ispirato ai fumetti di Andrea Pazienza.
Nel 1999 firma la sceneggiatura di "Tobia al caffè" e collabora alla stesura di "Ormai è fatta". Scrive e dirige nel 1998 il suo secondo film "Barbara", che riscrive per il teatro nel 2002, testo pubblicato dalle Edizioni Accademia degli Incolti. Dal 7 Gennaio 2003 "Barbara" è rappresentato all’Ambra Jovinelli di Roma, con Valerio Mastandrea, Rolando Ravello, Barbara Bonanni, Fabio Ferri, Massimiliano Franciosa, Elisabetta La Rosa.
Angelo Orlando è inoltre autore di altri testi teatrali quali "Messico e nuvole", "Casamatta vendesi", “Cafè", "Domani notte a mezzanotte qui", e "Delirimetropolitani".
Come attore ha lavorato con Fellini (è Nestore nell'ultimo suo film La voce della luna), con Nanny Loy, Maurizio Michetti, Mario Monicelli, Enzo Decaro e altri registi tra cui Massimo Troisi (ha ricevuto il Premio David Donatello come miglior attore non protagonista per il film "Pensavo fosse amore invece era un calesse").
Esordisce nel 2002 in narrativa con il libro "Quasi Quattordici", dieci piccole storie che sono avventure ed anche riflessioni di un ragazzo in una città di provincia come Salerno nel 1975.

Recentemente è uscito per le edizioni Piemme il suo secondo libro dal titolo "Per l'amore bisogna averci la passione".


Autoritratto: Scrivere un profilo personale è sempre una sorta di trappola in cui uno finisce almeno una volta nella vita. Parlare di se stessi è una vera prova. È l’opportunità di scoprire se si è distaccati al punto giusto. L’io è un illusione. Non ricordo più chi lo ha detto o forse, lo ricordo benissimo, ma è meglio non illustrare le fonti, così tanto per passare un po’ per originale.
Sono finito in questa situazione perché ho scritto un libro. Guarda caso è un libro che ha molto di autobiografico. Il libro si chiama Quasi Quattordici ed è un tentativo di ricomporre tasselli di ricordi e formarne uno intero. Mi ci sono messo d’impegno e il libro è venuto fuori proprio bene (questo perché mi sono distaccato da me stesso al punto giusto). La casa editrice è piccola ed affiatata, ma ha dovuto far fronte ai soliti problemi a cui vanno incontro i piccoli editori, perciò il libro, ora come ora, è quasi invisibile.
Ma perché qualcuno dovrebbe scegliere di leggere questo libro rispetto agli altri milioni che ci sono in giro? Tanto più che questo libro a tutt’oggi è praticamente introvabile. Vi svelo un segreto che credo di aver appreso negli anni. Non siamo noi a scegliere quali libri leggere. Sono i libri che ci scelgono. Credo fermamente che i libri abbiano un’anima che ha bisogno di accostarsi quanto più possibile alla sensibilità di un certo tipo di lettore.
Ho capito questa cosa dopo una vita passata a perdermi tra gli scaffali delle librerie. Una vena d’inquietudine e una sottile ansia s’impadroniva di me ogni volta che facevo ingresso in una qualsiasi libreria del mondo. Mi sentivo osservato e capivo all’istante di non essere più il padrone di me stesso. Sono sempre stati i libri a comandare la mia scelta. Un libro è sempre intervenuto nella mia vita e ne ha determinato una svolta o un cambio repentino di direzione. L’unica salvezza è sempre stata quella di abbandonarsi. Capire che non potevi far altro che lasciarti dominare da loro: i libri. Adesso che ho capito che sono i libri i veri padroni della vita, vivo molto meglio. Adesso sono molto tranquillo anche riguardo al mio libro.
Quasi Quattordici ha un’anima che ha cominciato a vibrare nel momento esatto in cui è stata scritta l’ultima parola. Quest’anima ha cominciato la sua ricerca da tempo. L’anima di un libro si riempie e trova la giusta dimensione quando si arricchisce dell’essenza libera di un lettore che è stato scelto. Lettori e libri sono più vicini di quello che si pensa. Per quanto riguarda il mio profilo, credo che questo possa bastare.

Lo so… non ho parlato affatto di me. Ma forse solo apparentemente. Un’altra cosa che penso è che molte persone non sono quello che dicono, ma quello che scrivono. E allora se ho scritto queste parole e qualcuno le ha lette, vuol dire che potrà pensare di me quello che vuole. Penso con sincerità, con molta sincerità che un profilo personale, per quanto possa essere ben scritto, non potrà mai interessare più di un buon libro da cui ci si è fatti scegliere. Buona lettura a tutti.
Angelo Orlando.