| Solo il latrare dei cani. Una giornata ruvida, il cielo disfatto come il letto. Insonne. Mani nervose stringono lenzuola di sonno; in gola, spille conficcate, glottide-epiglottide e le parole: "Si č fatto tardi. Alzati. Ora!". Le ripete. Mec ca ni ca mente. Paralisi: il corpo si rifiuta di rispondere agli stimoli. Ieri sera ha ingerito una dose massiccia di Tavor, sono giorni che va avanti cosė. Ogni notte, prima di andare a dormire, in bagno davanti allo specchio, il consuntivo della giornata gli si attacca addosso e il respiro, alcool e paura, gli si strozza in gola. | ||||||||||
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