| Anche il metallo della pistola è infuocato, di un calore innaturale. Già di mattina l'afa sembra opprimente come un incubo bianco e piatto. Alvaro si veste in fretta, furibondo, ma il contatto con la pistola è troppo sgradevole. Il sudore opprime i sensi; nenche il tempo per una doccia. Contrariamente alle sue abitudini, si infila una canottiera di quelle da stupido, di vecchio tipo. Sopra di nuovo la maglietta scura, quella un po' larga, che nessuno veda l'arma." Dal testo di copertina. "Sei racconti di ordinario horror urbano, splatter della coscienza, in cui la modalità di scrittura privilegia il ritmo sincopato delle sceneggiature cinematografiche. Racconti di strisciante guerra civile, di passione politica virata al nero e dispersa nei brandelli di una realtà ottusa, a tratti feroce, indifferente o sottilmente persecutoria; un mondo stremato e straziato nel quale si può uccidere e morire per un motivo spietato e insensato, in una periferia metropolitana inginocchiata, gravata da una cappa, che non è solo quella atmosferica a cui fa riferimento il titolo. | ||||||||||
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