| La costruzione era una struttura circolare, fatta di una materia terrosa che pareva racchiudere la potenza creatrice e oscura della materia. Una gigantesca cupola la sormontava. Eppure, qualcosa d'incongruo, una sorta di polvere sottile come cenere ne corrompeva la grandezza. Ciò che impressionò il viaggiatore fu la luce chiarugginosa che avvolgeva l'edificio. Finestroni, con vetri giallo sacrestia, correvano tutto intorno, ma non era da lì che originava l'albore." Dal testo di copertina. "Due storie in cui le realtà si moltiplicano e si sovvertono, lasciando intravedere il vuoto e la mancanza di significato che c'è oltre la superficie ammaliante e dorata delle cose e del mondo. A metà strada tra la fiaba, l'allegoria e il racconto fantastico, due cartografi disegnano inesorabilmente le mappe di mondi e territori possibili e non, seguendo strane teorie di "fanta-cartografia". | ||||||||||
|
| |||||||||||